20 Settembre 2021 · admin · Commenti disabilitati su Fusion Biopsy
Fusion Biopsy
Negli anni la diagnostica della neoplasia prostatica è grandemente cambiata.
Tutto è iniziato con la semplice esplorazione rettale seguita, nei casi sospetti, da una biopsia che potremmo definire alla cieca.
Poi intorno al 1986 fu scoperto il PSA (Prostatic Specific Antigen), una glicoproteina prodotta esclusivamente dalle cellule degli acini ghiandolari della prostata. Abbiamo avuto bisogno di un certo numero di anni per arrivare a capire che ci trovavamo davanti al miglior marker tumorale del corpo umano.
Oggi sappiamo bene come valutarlo ed utilizzarlo per arrivare alla diagnosi precoce del tumore della prostata.
Poi grazie al progresso scientifico e tecnologico è arrivata l’Ecografia trans-rettale che ci ha portato in una dimensione totalmente nuova, permettendoci di fare delle biopsie mirate delle lesioni sospette della prostata. Peraltro non tutte le neoplasie prostatiche sono ben visibili ed identificabili con la sola ecografia trans-rettale. Ma nel frattempo è arrivata anche la risonanza magnetica (RM) che, da quando abbiamo gli apparecchi 3 Tesla, è nettamente superiore alla Ecografia trans-rettale nella diagnostica del tumore prostatico. Ma la RM non permette di fare la biopsia ed allora l’ulteriore passo avanti è stata la Fusion Biopsy!
Questa tecnica ci permette di miscelare le immagini della RM e dell’Ecografia, quindi avendo la possibilità di una visione ottimale delle zone sospette, e di utilizzare la tecnica ecografica per eseguire delle biopsie mirate.
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